Trasformare i vincoli in risorse   

Caro direttore, per molte aziende del settore alimentare, specie quelle di produzione, sarà importante adempiere entro il 31 dicembre prossimo agli obblighi derivanti dal regolamento 178/02. Si tratta della cosiddetta tracciabilità, che garantisce ai consumatori e agli organi di controllo, la possibilità di individuare e identificare con precisione singoli lotti di produzione, in modo da provvedere con celerità alle eventuali azioni di ritiro e richiamo. Ma la tracciabilità attuata attraverso la codifica degli articoli, delle confezioni e dei pallets diviene un’opportunità per migliorare la propria gestione delle scorte di magazzino, da una parte, e di interloquire con maggiore efficacia con la Gdo e con le piattaforme di distribuzione. Il vero impatto che si avrà dalla tracciabilità sarà la necessità di imparare a ragionare “da grandi” anche quando le proprie produzioni sono da piccola azienda, divenendo partner più appetibili e affidabili anche per nuovi clienti, non solo nazionali. Il supporto offerto dalla struttura della Indicod-Ecr, l’Istituto per le imprese di beni di consumo rintracciabile al sito www.indicod-ecr.it , è veramente esteso. Questa associazione di oltre 30 mila aziende del largo consumo e della distribuzione aderisce ad Ean International che gestisce lo standard di etichettatura dei codici a barre che permette di “targare” i propri prodotti in modo univoco, consentendone la gestione nei flussi delle barriere di casse nei supermercati, ma che facilita anche la gestione di piccoli magazzini di vendita. La tracciabilità impone di comunicare attraverso semplici modalità informazioni quali lotto di produzione e scadenza, integrabili comunque in apposite etichette logistiche che facilitano il carico da parte della distribuzione, specie se applicati sui pallets i codici univoci Sscc già normalizzati da Indicod e da Ecr. Il vero impatto sarà per quelle aziende che non dispongono di un sistema informativo basato su soluzioni informatiche in grado di emettere, ma anche gestire, non solo questa codifica delle confezioni e della spedizione, ma anche dei documenti annessi, sia nella loro forma cartacea che nella forma elettronica, come nel caso di “grandi clienti” che chiedono di inserirsi nel sistema di scambio elettronico delle informazioni (Edi), già ben conosciuto dai subfornitori delle industrie del bianco e automobilistica. Quello che a molti non appare chiaro è che, per esempio, l’attuazione di un sistema di logistica interno può apportare proprio quei sistemi di innovazione gestionale di processo a cui si riferiscono anche molti dei piani di finanza agevolata esistenti, permettendo di produrre ricerca e innovazione con maggiore facilità e trasformando il vincolo imposto dalla norma, in una importante risorsa di rilancio delle proprie produzioni. La raccomandazione rimane quella di affidarsi nell’innovare a chi ha una significativa esperienza maturata in aree analoghe e non improvvisare immaginando che l’imposizione sia fine a se stessa.